//Eolico, braccio di ferro tra Governo e Regione Sicilia

Eolico, braccio di ferro tra Governo e Regione Sicilia

Lo scorso 6 luglio il Consiglio dei Ministri guidato da Giuseppe Conte ha deliberato l’impugnazione della Legge n. 8 della Regione Sicilia (Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2018).

Il provvedimento regionale, varato nel maggio di quest’anno sotto l’egida del presidente Nello Musumeci, è finalizzato alla sospensione per 120 giorni, a partire dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, delle autorizzazioni regionali per la costruzione di impianti fotovoltaici ed eolici.

Alla base del contrasto tra Regione Sicilia e governo vi sono due visioni opposte circa gli obiettivi da perseguire: da una parte c’è la volontà di verificare e mappare le aree capaci di ospitare gli impianti senza abbattere i vincoli paesaggistici e archeologici, monitorando anche il rischio idrogeologico, dall’altra, invece, quella di impedire la violazione degli articoli 41 e 117 della Costituzione, rispettivamente sulla libera iniziativa economica e sulla tutela del principio di concorrenza.

Secondo i dati della relazione 2017 dell’Associazione Nazionale Energia del Vento (ANEV), sul territorio siciliano attualmente sono presenti più di 190 parchi eolici in grado di produrre 1.783 Megawattora, collocando così la Sicilia al secondo posto, dopo la Puglia, per produzione di energia rinnovabile in Italia. In molti casi gli impianti sono nati contro i provvedimenti sia della Sovrintendenza sia dell’Assessorato per i Beni Culturali. Non di rado, infatti, il TAR della Regione Sicilia si è espresso a favore dei ricorsi presentati dalle aziende incaricate di realizzare gli aerogeneratori (ricordiamo ad esempio i casi del 2005 a favore della ditta Enerwind, del 2010 a favore di Zefira e, nel 2014, la bocciatura del provvedimento regionale dell’ex presidente Crocetta per far costruire alla Novawind tre impianti tra Monreale e Mussomeli).

Più volte, dunque, le idee di difesa del patrimonio paesaggistico siciliano si sono scontrate con la volontà di portare avanti il progetto di innovazione energetica contemplato dalla SEN (Strategia Energetica Nazionale). Sul territorio siciliano attualmente ci sono circa 2.500 richieste di concessioni bloccate dall’Assemblea regionale e il presidente Musumeci ha in programma un emendamento che entro 3-4 mesi possa fornire un piano su tali aree, evitando così che vengano replicate le devastazioni avvenute in passato.

In questo frangente un caso emblematico è rappresentato dal trapanese, soprattutto da Mazara Del Vallo, dove sorge la maggior parte degli impianti dell’Isola. Nel 2009, infatti, scattarono numerosi arresti a seguito delle indagini della Dda di Palermo sulle tangenti pagate da alcuni imprenditori del settore eolico a funzionari comunali per aggirare cavilli burocratici e velocizzare le procedure di concessione.

Purtroppo l’eolico rappresenta un business molto ambito per la criminalità organizzata, non solo in Sicilia ma nella maggior parte delle regioni meridionali, approfittando della pioggia di finanziamenti nazionali ed europei. Solo nel 2016 gli incentivi che lo Stato italiano ha offerto per la costruzione di impianti eolici hanno raggiunto i 14,2 miliardi di euro. Non a caso nel decreto sugli incentivi 2018-2020 presentato a marzo dal precedente governo, è prevista una riduzione a 5,8 mld.

Al vantaggio degli incentivi si aggiunge inoltre la possibilità di far rilasciare alle ditte che lo richiedano i cosiddetti certificati verdi: questi sono titoli negoziabili nei mercati energetici controllati dalla società GME spa e rilasciati dal Gestore Servizi Energetici (GSE). Le società che dimostrino di produrre energia rinnovabile rispettando i limiti di emissione di CO2, ottengono i certificati e li possono rivendere ai produttori di energia da fonti fossili, i quali, al contrario, non possono ricevere tali certificazioni.

Per comprendere i futuri sviluppi dello scontro istituzionale tra Palazzo Chigi e Palazzo dei Normanni sarà necessario attendere la sentenza della Corte Costituzionale, unico organo preposto a dirimere questo genere di controversie. Resta però il fatto che il precario equilibrio tra implementazione delle energie rinnovabili e contrasto alle mafie merita di essere costantemente monitorato, in modo da impedire alla piovra di lucrare ed espandersi in un settore strategico per il Paese.

Michel Baggieri