//Enrico De Nicola. A 60 anni dalla morte del primo presidente della Repubblica

Enrico De Nicola. A 60 anni dalla morte del primo presidente della Repubblica

Il primo ottobre del 1959 moriva nella sua casa di Torre del Greco Enrico De Nicola, simbolo delle istituzioni repubblicane del secondo dopoguerra. De Nicola, oltre ad essere stato nel 1948 il primo presidente della Repubblica Italiana, ricoprì tutte le principali cariche istituzionali, cominciando dalla presidenza della Camera dei Deputati tra il 1920 e il 1924, divenendo in seguito capo provvisorio dello Stato (1946-1947), presidente del Senato (1951-1952) e, infine, presidente della Corte Costituzionale dal 1956 al 1957.

In questi giorni, a sessant’anni dalla sua scomparsa, lo Stato celebra una delle figure maggiormente significative della storia istituzionale, sia durante il Regno d’Italia che nei primissimi anni della Repubblica (Poste Italiane per la ricorrenza ha anche coniato un apposito francobollo).

Laureato in giurisprudenza nel 1896, De Nicola divenne ben presto uno dei migliori avvocati penalisti d’Italia, iniziando la propria carriera amministrativa presso il Consiglio comunale di Napoli. Giolittiano, fu eletto alla Camera dei Deputati nella XII legislatura, per poi svolgere incarichi di sottosegretario in vari ministeri.

Dopo gli orrori della guerra, in un Paese sconfitto e diviso, fu ritenuto dall’Assemblea Costituente la figura più idonea per ricompattare una società lacerata. Fu così nominato Capo provvisorio dello Stato e, nel 1948, Presidente della Repubblica, dando inizio ad un processo di ricostruzione politica ed economica che pose le basi per il rilancio nazionale.

Celebre il suo primo messaggio all’Assemblea Costituente, in cui si esaltavano il genio e la civiltà italiana, capace di risorgere in qualsiasi tornante storico, anche dopo i disastri e le umiliazioni della guerra.

Fu in grado di rendere meno traumatico il passaggio alle nuove istituzioni repubblicane. Amato per la sua onestà, umiltà ed austerità, De Nicola suscitò sempre il favore della popolazione. Appena eletto Capo di Stato arrivò a Roma, tra due ali di folla, a bordo della propria auto privata. Per tutta la durata della carica, inoltre, rinunciò allo stipendio.

Rimane impressa nella storia l’immagine di De Nicola che, in qualità di Capo di Stato provvisorio, il 27 dicembre del 1947 firma l’atto di promulgazione della Costituzione della Repubblica italiana, con alla sua destra Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio, ed alla sua sinistra Umberto Terracini, presidente dell’Assemblea Costituente. Sarà proprio questa l’immagine che verrà raffigurata cinquant’anni dopo dalla Zecca dello Stato sulle monete commemorative da due euro.

Con l’entrata in vigore della Carta Costituzionale il primo gennaio 1948, De Nicola assunse la carica di presidente della Repubblica fino al 12 maggio dello stesso anno, quando fu sostituito da Luigi Einaudi.

In un momento, come quello attuale, di instabilità politica e di incertezza, forse il ricordo della figura di De Nicola può rappresentare un modello di valori e di ideali a cui ispirarsi per far riscoprire alle nuove generazioni l’importanza della “cosa pubblica”, nella speranza di un futuro riscatto della nostra società civile.

Antonio Genovese