//Legge di Bilancio 2019, tutti i nodi della manovra

Legge di Bilancio 2019, tutti i nodi della manovra

Oggi, 27 settembre, il governo italiano presenterà alla Commissione Europea la nota di aggiornamento dell’ultimo Documento di Economia e Finanza, definito lo scorso aprile dal precedente governo Gentiloni.

L’aggiornamento conterrà il quadro tendenziale della nostra economia, con le variazioni previste per i principali aggregati economici come Pil, deficit e debito pubblico, tralasciando invece tutti i contenuti programmatici del governo, che saranno invece al centro della Legge di Bilancio per il 2019.

Per essa il termine ultimo sarà il prossimo 20 ottobre, data nella quale si capiranno nel dettaglio le misure intraprese nonché le relative coperture. All’interno troveranno posto il saldo di bilancio ed una descrizione e quantificazione della sostenibilità degli obiettivi presentati nell’aggiornamento.

Fra quest’ultimo e la nuova legge di bilancio le istituzioni europee esprimeranno un giudizio in merito, che troverà la sua concretizzazione il 30 ottobre attraverso il parere sulla coerenza con i vincoli di finanza pubblica sanciti dai trattati.

Proprio i vincoli europei, infatti, rappresentano lo scoglio principale per Roma, accendendo in questi giorni il dibattito tra le forze politiche e rafforzando la divisione tra i sostenitori del rigore e quanti, al contrario, chiedono politiche economiche espansive.

Ad ogni modo la manovra sarà composta da cinque punti programmatici principali ancora in corso di definizione, qui esposti nella loro versione provvisoria:

– Sterilizzazione delle clausole di salvaguardia: il governo dovrà trovare 12,4 miliardi di euro per evitare il temuto aumento dell’IVA, che dal primo gennaio 2019 salirebbe altrimenti dal 22 al 24%, fino a raggiungere il 25,5% a partire dal 2020.

Flat tax: in primo luogo, per le partite IVA verrà aumentata la soglia di reddito per accedere al regime forfettario del 15%, portandolo a 65.000 euro. Si applicherà, poi, un ulteriore 5% alla parte eccedente, fino a 100.000 euro. In secondo luogo, è in agenda un taglio dell’aliquota IRES di nove punti (dall’attuale 24% al 15%) per le imprese che reinvestono gli utili nel reperimento di nuovi fattori produttivi (macchinari e nuove assunzioni).

– Reddito di cittadinanza: verrà erogato il sostegno di massimo 780 euro per chi, in età lavorativa, percepisce entrate mensili sotto tale soglia. Il beneficiario potrà rifiutare un numero massimo di tre proposte lavorative e partecipare a dei corsi di formazione, pena la perdita del diritto di ricevere il sussidio.

– Modifica della riforma Fornero: l’introduzione della cosiddetta “quota 100”, stando alle ultime indiscrezioni, consentirà ai lavoratori che hanno compiuto 62 anni e versato almeno 38 anni di contributi (ed in generale per tutti coloro per cui vale 100 la somma tra gli anni compiuti e quelli dei contributi versati) di andare in pensione. In questo modo, secondo il governo, potrebbero anticipare la pensione circa 410.000 lavoratori.

– Pace Fiscale: una sorta di condono che abbatterebbe cartelle, sanzioni amministrative e multe per un massimo di un milione di euro applicando sulle somme dovute allo Stato aliquote del 6/15/25% a seconda dell’importo complessivo dovuto.

Michel Baggieri