//Leonardo-Finmeccanica festeggia 70 anni, viaggio nel colosso industriale italiano

Leonardo-Finmeccanica festeggia 70 anni, viaggio nel colosso industriale italiano

Nel 2018 Leonardo celebra i suoi primi 70 anni di attività, che hanno visto l’azienda italiana tra i protagonisti più significativi della storia industriale del nostro Paese, con radici che risalgono a ben prima della sua data di nascita ufficiale.

La Società Finanziaria Meccanica (Finmeccanica) venne infatti costituita nel 1948, rappresentando, durante il secondo dopoguerra, il polo di riferimento dell’industria meccanica nell’ambito del gruppo IRI e la spina dorsale del tessuto industriale nazionale.

Negli anni successivi alla costituzione, l’azienda si focalizzò su 3 settori-chiave: automotoristico, termo-elettro-meccanico e aerospaziale. È solo a metà degli anni Novanta che Finmeccanica acquisì in liquidazione dall’EFIM (l’Ente partecipazioni e Finanziamento Industrie Manifatturiere) le aziende della difesa, concentrando nel gruppo oltre il 70% delle capacità industriali nazionali per l’aerospazio e la sicurezza.

Agli inizi del nuovo millennio Finmeccanica ha avviato una politica di progressiva espansione, che le ha permesso di accrescere la presenza nei settori che sono diventati il proprio core business: aerospaziale, difesa e sicurezza. Una politica che ha cambiato la fisionomia dell’azienda, sempre più proiettata a livello internazionale, culminata con la trasformazione ufficiale del 2016 e con il cambio di nome: Finmeccanica diventa Leonardo, ispirandosi al celebre scienziato rinascimentale. Si articola in sette Divisioni, comprendenti Elicotteri, Velivoli, Aerostrutture, Sistemi Avionici e Spaziali, Elettronica per la Difesa Terrestre e Navale, Sistemi di Difesa, Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni.

Leonardo, il cui maggiore azionista è il Ministero dell’Economia e delle Finanze che ne detiene circa il 30% delle azioni, ad oggi è presente in oltre 22 Paesi, con 170 siti produttivi, molteplici uffici di rappresentanza e nuove aperture programmate nel 2022 in 20 nuovi Stati, per un totale di oltre 45.000 impiegati, di cui quasi due terzi solo in Italia. Inoltre, non contando le diverse sedi dell’azienda nel Bel Paese, è presente in modo stabile con i propri asset  produttivi in tre mercati principali: Regno Unito, Stati Uniti d’America e Polonia.

È quindi inevitabile che le attività di un attore industriale di tali proporzioni (nel 2017 il fatturato di Leonardo è stato di 11,5 miliardi di euro) contribuiscano sensibilmente a determinare il posizionamento internazionale del sistema Paese. Il settore Aerospazio, Difesa e Sicurezza (AD&S) genera un valore economico-sociale e scientifico-tecnologico che ha ben pochi rivali a livello globale. Possedere un’azienda leader, tra i primi dieci player  mondiali del settore e quinta in Europa, per l’Italia non può che rappresentare un punto di forza, potendo beneficiare di un asset  fondamentale per garantire la sicurezza del territorio, la gestione delle emergenze ed il monitoraggio delle infrastrutture critiche a livello nazionale.

Roma, con Leonardo in prima fila, dovrebbe svolgere un ruolo sempre più attivo all’interno del mercato AD&S europeo, rafforzando la propria partecipazione ai programmi di cooperazione comune (PESCO tra tutte). L’uscita del Regno Unito dall’UE rischia di rafforzare ulteriormente l’asse franco-tedesca, con immediate ripercussioni per lo Stato italiano, il quale vedeva nei britannici dei tradizionali partner industriali.

Attualmente, circa l’1,37% del PIL italiano viene stanziato per le spese del comparto Difesa; rispetto a Francia e Regno Unito, per esempio, con i loro 1,97% e 2,12%, siamo piuttosto indietro. Considerando anche che l’impegno economico richiesto per lo sviluppo di nuove tecnologie e prodotti AD&S è in continuo aumento, si può pensare che in un futuro prossimo sarà troppo oneroso per un singolo Paese sviluppare autonomamente una piattaforma di difesa. Sarà dunque necessaria una maggiore collaborazione tra i Paesi europei in questo settore strategico.

Leonardo sta svolgendo un ruolo chiave in un’altra area di rilevanza cruciale per la sicurezza degli Stati, quella della cybersecurity. Un’azienda della difesa di tali dimensioni non può infatti esimersi dall’elaborare risposte avanzate alle minacce cibernetiche di qualsiasi tipo. I governi, le imprese e tutti i soggetti della società civile sono chiamati a partecipare al rafforzamento del cyberspazio, partendo in primis dalla promozione della cultura della sicurezza informatica, la cui diffusione risulterà imprescindibile per affrontare le sfide che ci attendono nel mondo multipolare.

Luca Sebastiani