//Fuga dei cervelli, le misure del Decreto Crescita per far tornare le nostre eccellenze

Fuga dei cervelli, le misure del Decreto Crescita per far tornare le nostre eccellenze

Tra le nuove misure a sostegno dello sviluppo economico previste dal Decreto Crescita 2019, da poco convertito in legge, rientrano alcune norme agevolative per favorire il cosiddetto “rientro dei cervelli”, destinate a docenti, ricercatori e lavoratori (dipendenti o autonomi) che decidano di trasferire la residenza in Italia per svolgervi un’attività di lavoro.

Con l’intento di far tornare nel nostro Paese risorse umane qualificate, negli ultimi anni il fisco ha previsto diverse misure agevolative, che ora, grazie all’introduzione dell’articolo 5 del suddetto Decreto Crescita (D.L. 34 del 30 aprile 2019) sono state ulteriormente potenziate.

Come previsto dalle normative precedenti, i docenti ed i ricercatori che hanno svolto la propria attività all’estero per almeno due anni e che decidono di trasferire la residenza in Italia, possono godere di una tassazione ridotta dei redditi di lavoro (sia dipendente che autonomo), con un’esenzione pari al 90% del reddito complessivo prodotto, purché continuino a svolgere tali attività anche nel nostro Paese.

L’articolo 5 del Decreto Crescita incrementa la durata degli incentivi fiscali da 4 a 6 anni, con la possibilità di un ulteriore prolungamento dei termini, fino ad un massimo di 13 anni, in presenza di determinati requisiti come il numero di figli minorenni o l’acquisto dell’unità immobiliare residenziale in Italia.

L’altra categoria di lavoratori interessati da queste norme agevolative sono i cosidetti “impatriati” ovvero lavoratori in possesso di un diploma di laurea, che hanno svolto all’estero, in maniera continuativa per due anni, un’attività di lavoro o di studio (con conseguimento del titolo) e che decidono di intraprendere una nuova attività lavorativa in Italia.

Anche in questo caso, le nuove norme agevolative prevedono, per i lavoratori “impatriati” che trasferiscono la residenza in Italia a partire dall’ anno 2020, un incremento dal 50% al 70% della riduzione dell’imponibile e fino al 90% se la residenza viene trasferita in una delle regioni del Mezzogiorno.

Inoltre il periodo di durata delle agevolazioni passa da cinque a dieci anni in presenza di alcune condizioni come il numero dei figli minorenni o l’acquisto di un’unità immobiliare residenziale.

La disciplina agevolativa riguarda anche i lavoratori che avviano un’attività d’impresa a partire dal periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2020. Non è più necessaria, inoltre, la preventiva iscrizione all’Anagrafe degli italiani all’ estero (AIRE) per docenti, ricercatori e lavoratori “impatriati”. 

Per beneficiare dei regimi agevolati, i soggetti interessati devono presentare una richiesta scritta al datore di lavoro, nel caso di reddito da lavoro dipendente, o  presentare l’agevolazione direttamente nella dichiarazione dei redditi nel caso di lavoratori autonomi.

Attraverso il potenziamento delle agevolazioni fiscali lo Stato fa la sua prima mossa per attrarre capitale umano altamente qualificato e con significative esperienze professionali all’estero, cercando così di perseguire la crescita economica, creando nuove opportunità di lavoro ed al tempo stesso arginando il massiccio flusso di giovani laureati verso l’estero, fenomeno purtroppo sempre più in crescita nel corso degli ultimi anni.

Antonio Genovese