//Crociere, Italia leader in Europa

Crociere, Italia leader in Europa

Buone notizie per il settore crocieristico italiano. Nei giorni scorsi, infatti, sono usciti i dati Eurostat per il 2017, che hanno confermato la centralità del nostro Paese in un campo dove possiamo ancora vantare un primato continentale.

Sui 7 milioni di passeggeri salpati dai porti europei, sono quasi 2 milioni (1,9) quelli che si sono imbarcati da scali italiani, con la penisola che rappresenta la piattaforma più apprezzata di tutta l’UE. Oltre un passeggero su quattro è dunque partito dal nostro Paese, che si colloca sopra Spagna (1,5 milioni), Germania (1,1 milioni), Regno Unito (1 milione) e Belgio (0,5 milioni). Questi 5 Stati costituiscono ben l’85% delle partenze in ambito comunitario. Occorre però precisare come Eurostat non riporti il dato di Venezia, il cui scalo aveva visto salpare circa 657.000 passeggeri nel 2015 e 540.000 nel 2016. Una considerazione, questa, da tenere presente nel valutare le partenze effettive dal nostro Paese, ancor più significative di quanto non segnalato da Eurostat.

I livelli raggiunti dal settore superano (seppur di poco) il precedente record del 2012, quando i passeggeri registrati in Europa erano stati 6,9 milioni (con l’Italia che però è ancora lontana dai 2,9 milioni di quell’anno). In questo computo, ovviamente, non sono compresi quelli dei traghetti e dei viaggi giornalieri. È interessante sottolineare come l’Italia presenti, a differenza di altri concorrenti europei, un’offerta più diffusa, fatta di molti scali che intercettano singolarmente meno passeggeri ma che, complessivamente, rendono il nostro Paese leader nel settore.

I primi due scali europei per numero di persone imbarcate risultano infatti Southampton e Barcellona, con il porto inglese che supera le 830.000 unità e quello spagnolo le 720.000. Non considerando l’assente Venezia, Civitavecchia, prima in Italia (con Savona e Napoli che si aggiudicano gli altri due gradini del podio), si ferma dunque ben al di sotto, con quasi 370.000 partenze nel 2017. Tale dato, come accennato, non rappresenta però un elemento di debolezza, evidenziando al contrario le enormi possibilità di scelta per chi decide di partire dalla penisola. A destare preoccupazione sono semmai singole situazioni, come quella del porto di Genova, che in un lustro ha visto drasticamente crollare le partenze, che sono passate dalle oltre 500.000 del 2012 a meno di 90.000, riducendosi dunque a meno di un quinto rispetto a 5 anni prima.

A livello europeo il settore crocieristico si dimostra in continua crescita, facendo ben sperare per il futuro. Sempre considerando il 2017 quale periodo di riferimento, un rapporto pubblicato lo scorso anno dalla CLIA (Cruise Lines International Association) ha evidenziato come il giro di affari abbia raggiunto i 48 miliardi di euro, per un totale di circa 400.000 posti di lavoro, più di un quarto dei quali nel nostro Paese. Il fatturato italiano si aggira inoltre sopra i 13 miliardi, in aumento rispetto agli anni precedenti.

Se desta interesse il numero di passeggeri imbarcati, di non minore rilevanza è il dato dei crocieristi sbarcati in Italia, che conferma l’attrattività del nostro Paese anche in questo particolare settore turistico. Il 2019 ha finora segnato un incoraggiante +7% rispetto all’anno precedente, con ben 11,89 milioni di turisti approdati nei nostri scali. Civitavecchia può vantare il primato nazionale con oltre 2,5 milioni di persone, seguita da Venezia (1,56 milioni), Genova (1,35) e Napoli (1,20). Dati della massima importanza, considerando che il numero mondiale di crocieristi si aggira in questi ultimi anni intorno ai 30 milioni.

Marco Valerio Solia