//PESCO, l’Italia alle prese con la difesa europea

PESCO, l’Italia alle prese con la difesa europea

Alla luce dei rapidi cambiamenti globali e delle sfide strategiche in atto, lo scorso dicembre l’Unione Europea ha dato vita alla Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO). Il differente approccio alla politica internazionale degli USA dopo l’elezione di Trump, i cangianti rapporti all’interno della NATO, la crisi in Medio Oriente e la Brexit hanno portato l’Unione Europea ad accelerare un processo di cooperazione in materia di difesa e sicurezza.

Tale processo si inserisce coerentemente nell’ambiziosa EU Global Strategy for foreign and security policy (EUGS), presentata al Consiglio Europeo il 28 giugno 2016 (il giorno dopo l’uscita di Londra dall’Unione) dall’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Federica Mogherini. È importante sottolineare come l’Italia abbia avuto un ruolo di primo piano nella riflessione ed elaborazione della EUGS, in particolare con il contributo di Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto Affari Internazionali.

La PESCO costituisce un ulteriore passo in avanti verso una più stretta cooperazione in materia di difesa e sicurezza tra i 25 Stati firmatari. L’obiettivo è quello di sviluppare congiuntamente le capacità di difesa e renderle disponibili per le operazioni militari dell’UE. In tal modo si mirerebbe a migliorare le capacità dell’Unione come partner di sicurezza internazionale, a contribuire alla protezione dei cittadini europei ed a massimizzare l’efficacia della spesa per la difesa.

Come anticipato all’inizio, lo scorso 11 dicembre il Consiglio ha adottato la decisione di costituire la PESCO e gli Stati partecipanti hanno subito ratificato un documento contenente i primi 17 progetti che dovranno essere avviati e portati avanti congiuntamente. Essi comprendono, tra l’altro, la creazione di un Comando medico europeo e di un centro di competenza della missione di addestramento dell’UE; L’istituzione di squadre di risposta rapida ed assistenza giudiziaria in materia di sicurezza informatica; Soccorso militare in caso di calamità e potenziamento della sorveglianza marittima.

Dopo pochi mesi di attesa, il 6 marzo scorso si è riunito per la prima volta nella storia dell’Unione un Consiglio dei ministri europei nel formato Cooperazione Strutturata Permanente. È stata una giornata importante per l’UE ma anche per l’Italia. Per quanto riguarda l’Unione è stata infatti ufficializzata la lista dei 17 progetti di cooperazione delineati a dicembre, fissando le tappe di realizzazione degli impegni assunti. E’ stata inoltre stabilita una road map sulle modalità con cui strutturare impegni e progetti futuri degli Stati partecipanti, contribuendo a dare continuità ad un progetto di Global Governance europea.

Per quanto concerne l’Italia, quella della PESCO costituisce una grande sfida, che nei prossimi anni dovrà gestire con accuratezza perché andrà ad incidere sulla propria influenza internazionale. In primo luogo perché la Cooperazione Strutturata Permanente nasce da un’idea congiunta di Italia, Germania, Francia e Spagna; in seconda battuta perché parteciperà a 15 dei 17 progetti ratificati (guidandone 4), per cui svolgerà un ruolo attivo nella maggior parte dei punti dell’agenda PESCO.

Dunque, anche se Roma potrà vantare un ottimo posizionamento, tra le prossime sfide internazionali del futuro governo italiano vi sarà quella della difesa europea, la cui gestione contribuirà a farci comprendere le reali possibilità di tenuta dell’Unione.

 

Simone Careddu