//Obsolescenza programmata, l’intervento di AGCM a tutela dei consumatori italiani

Obsolescenza programmata, l’intervento di AGCM a tutela dei consumatori italiani

A fine ottobre l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (AGCM) ha annunciato, tramite un comunicato stampa pubblicato sul proprio sito ufficiale, la prima storica condanna in tema di obsolescenza programmata.

Una sentenza che anticipa gli esiti di iniziative giudiziarie parallele sullo stesso argomento, a cominciare da quella intrapresa in Francia a fine 2017 e dalla class action  attualmente in corso negli Stati Uniti, che aprirà nuove frontiere per quanto concerne la salvaguardia dei consumatori. Questi ultimi, infatti, potranno ora appellarsi (direttamente o tramite associazioni a loro tutela) al giudizio di un tribunale per ottenere i dovuti rimborsi.

La decisione dell’antitrust  è arrivata in seguito a ben due complesse istruttorie compiute dai propri funzionari con il supporto della Guardia di Finanza. Grazie alla scrupolosa raccolta di informazioni, è stato possibile accertare l’esistenza di pratiche commerciali scorrette, portate avanti dal gruppo Apple e dal gruppo Samsung, in violazione degli artt. 20, 21, 22 e 24 del Codice del Consumo relativamente alle modalità di rilascio degli aggiornamenti del firmware  dei cellulari, in particolare per modelli come IPhone 6 e Samsung Note 4.

Gli utenti in possesso di questi smartphone  sono stati indotti dalle aziende produttrici a scaricare aggiornamenti che hanno provocato un grave malfunzionamento dei propri dispositivi, alimentando così il processo di sostituzione dei vecchi modelli con quelli di nuova uscita.

Tratti caratterizzanti della condotta sanzionata riguardano specificamente:

– le continue richieste di aggiornamento inviate agli utenti;

– l’asimmetria informativa tra produttori e consumatori in merito alla capacità dei dispositivi di supportare i suddetti aggiornamenti;

– la totale assenza di mezzi di ripristino delle versioni precedenti del software  e, quindi, di ritorno alle prestazioni originarie.

Per chiarire il tutto riportiamo brevemente i due casi concreti affrontati e risolti dall’AGCM:

1) Ai possessori del Note 4, telefono introdotto nel mercato nell’anno 2014, veniva richiesto continuamente di sostituire il firmware  installato con quello predisposto per il Note 7, così come ai possessori di vari modelli di iPhone 6 (anch’essi sul mercato dal 2014), veniva chiesto di installare il nuovo sistema operativo iOS 10, pensato per i nuovi modelli.

In capo al consumatore sorgeva così la convinzione di possedere un modello di telefono ormai desueto e ciò lo portava ad effettuare l’aggiornamento nella convinzione di poter usufruire, grazie ad esso, delle nuove funzionalità previste dai modelli di ultima uscita. Il risultato era esattamente l’opposto: una volta installato l’aggiornamento, il telefono iniziava infatti a dare problemi di compatibilità con il nuovo firmware. Inoltre, per le riparazioni connesse a tali malfunzionamenti, veniva richiesto un elevato costo di riparazione. In modo tale da indurre il consumatore a valutare la possibilità di acquistare direttamente un nuovo modello di telefono piuttosto che riparare quello malfunzionante

2) Ad Apple è stata imputata un’ulteriore condotta scorretta, consistente nell’omissione di adeguate informazioni circa l’effettiva durata delle batterie al litio e le modalità di conservazione delle stesse.

Le pene applicate ai due colossi sono di natura pecuniaria e corrispondono al massimo edittale previsto per la fattispecie, confermando così l’effettiva gravità delle condotte (si tratta di 5 milioni per ciascuna delle pratiche contestate: quindi 5 a Samsung e 10 ad Apple). L’AGCM ha condannato inoltre Samsung ed Apple a pubblicare una dichiarazione idonea ad informare i consumatori della decisione dell’Autorità.

La vicenda però non è destinata a concludersi con questo provvedimento: per avere una pronuncia decisiva, infatti, dovremo aspettare i giudizi di appello che saranno sicuramente proposti dalle due società.

Ad ogni modo, l’Italia si è dimostrata ancora una volta un Paese all’avanguardia dal punto di vista della tutela dei consumatori, intervenendo per tutelarli dai rischi che si celano dietro l’innovazione digitale, imprescindibile per lo sviluppo ma, allo stesso tempo, ricca di insidie.

Marco Schirripa