//5G, l’Italia alle prese con la rivoluzione digitale

5G, l’Italia alle prese con la rivoluzione digitale

La nuova tecnologia 5G completerà definitivamente la rivoluzione digitale, imponendo un nuovo standard di comunicazione mobile. Esso permetterà di collegare ad alta velocità letteralmente ogni cosa che ci circonda.

Si stima che tra il 2019 e il 2022 ci saranno 22 miliardi di nuovi oggetti collegati a Internet e 621 milioni di nuovi utenti, con il traffico dati in crescita ad una media annua del 46%. I colossi delle telecomunicazioni sono già da anni all’opera per implementare le reti infrastrutturali con un nuovo sistema di connessione mobile che superi lo standard attualmente utilizzato del 4G.

Il nuovo standard 5G, acronimo appunto di 5th Generation, è atteso in tutto il mondo per il 2020. Gli obiettivi di questa quinta generazione, definiti dalla Next Generation Mobile Networks Alliance, sono quelli di creare una rete a maggior velocità (fino a 20 volte più veloce della attuale rete), minor latenza (quindi minori tempi di attesa tra l’invio di una richiesta al server e la ricezione della risposta) e la capacità di supportare la connessione contemporanea di molti più dispositivi (Un milione di dispositivi per chilometro quadrato).

Il 5G non è semplicemente un 4G più veloce, ma sarà l’infrastruttura fondamentale per il pieno sviluppo dell’ecosistema dell’ Internet of Things. Non si tratta quindi solo di scaricare contenuti più velocemente con un telefono cellulare, ma di tutti quei progetti che richiederebbero una costante connessione ad una rete, come auto senza conducente, smart cities con infrastrutture intelligenti e tutti quei progetti dal sapore fantascientifico che per ora hanno trovato poche applicazioni concrete.

A Giugno 2018 il Third Generation Partnership Project, che si occupa della standardizzazione dei sistemi di telecomunicazioni, ha approvato le specifiche 5G condivise da tutti i membri, tra cui l’italiana TIM. L’intera industria si è mossa in tempo ed in Italia sono già in corso le prime sperimentazioni.

Ad Ottobre 2018 il Ministero dello Sviluppo Economico ha annunciato di aver raccolto, a seguito dell’asta indetta per l’assegnazione delle licenze 5G e dei diritti di utilizzo delle varie bande di frequenza, offerte da parte degli operatori attivi sul nostro territorio nazionale per circa 6,5 miliardi di euro.

In Italia le sperimentazioni sono in mano principalmente a 3 grandi operatori, con TIM e FastWeb a fare da capofila insieme al colosso cinese Huawei. La scelta dell’Italia di aprire alla Cina ha creato non poco imbarazzo all’interno dell’Unione Europea, che non ha ancora preso una chiara posizione in merito, e ha irritato l’amministrazione Trump. Come è noto, in nome della CyberSicurezza gli Stati Uniti chiedono la messa al bando globale del colosso di Shenzhen.

Con buona pace di Washington, il grande Paese asiatico, con 460 milioni di utenti della rete di nuova generazione stimati entro il 2025 ed investimenti per 58 miliardi di dollari nei prossimi due anni, sarà molto probabilmente il mercato di riferimento per il 5G, con un numero di abbonati ai servizi di rete che sarà molto più grande della somma degli utenti attesi in Europa e Stati Uniti, rispettivamente 215 e 187 milioni.

Il 2020 è la data ufficiale del debutto della nuova tecnologia, che non sarà tuttavia disponibile nella sua interezza sin da subito. Il 5G resta di fatto un cantiere aperto, con l’aggiornamento delle reti esistenti che richiederà interventi significativi sulle infrastrutture radio attualmente utilizzate. Piccole reti dimostrative sono già state realizzate, ma si tratta di strade proprietarie, ancora molto lontane dalla standardizzazione che sarà necessaria per il corretto funzionamento globale del sistema.

Se però le grandi aziende non perdono occasione per sottolineare l’eccezionalità e i vantaggi che potrebbe portare la nuova connessione mobile, da più parti se ne sottolinea anche l’invasività. Il tema riaccende infatti il campanello di allarme su temi già ampiamente discussi in questi anni, come quello della privacy delle persone, che, in assenza delle necessarie misure di controllo, potrebbe essere seriamente intaccata da una rete in grado di collegare davvero ogni cosa che ci circonda.

Edoardo Castracane